“Marco Pantani”, un mito a teatro

marco pantani

Alessandro Veronese e la Compagnia Fenice dei Rifiuti riaprono un capitolo che sembrava chiuso, quello dedicato a Marco Pantani, raccontato nel 2008 con lo spettacolo “In polvere” e che, a distanza di 9 anni, torna al Teatro Libero di Milano in una nuova versione che affronta e analizza i fatti emersi dalle inchieste di quest’ultimo periodo.

Lo spettacolo è un puzzle da mettere insieme per comporre un’emozionante storia che colpisce inevitabilmente chiunque abbia avuto un minimo di empatia nei confronti di un campionissimo come Pantani.

Sul palco Luisa Bigiarini, Giulia Martina Faggioni, Francesca Gaiazzi e Alessandro Prioletti interpretano i diversi personaggi che nel bene e nel male hanno condizionato la vita del ciclista a cui Federico Sala dà il volto. Alessandro Veronese è il collante, un po’ storyteller, un po’ tifoso, un po’ “detective” alla ricerca della verità in un perfetto esempio di teatro d’indagine. Perché quella di Marco non è solo una storia di sport, ma anche una pagina di storia giudiziaria italiana troppo oscura e senza certezze.

Giusta la scelta di non limitarsi a raccontare con le parole di un narratore, “Marco Pantani” è un vero spettacolo teatrale e la recitazione è protagonista dell’opera alternandosi agli aneddoti svelati dall’autore e ai filmati dell’epoca. Non manca poi l’ironia e un po’ di humor nero marchio di fabbrica di Fenice dei Rifiuti.

Impossibile non spendere due parole a parte per una scena che si rivela uno spettacolo nello spettacolo. Tre Pantani sul palco, tre maglie diverse ma stessa sofferenza accompagnata dalle note di Wonderful Life nella versione di Zucchero e dalle luci puntate sull’anima di Marco. Una scena difficile da raccontare a parole, ma che potrebbe essere presa e proposta separatamente per le emozioni che regala.

Per alcuni due ore e dieci minuti possono essere troppe, per altri troppo poche, l’impressione è che Alessandro Veronese passerebbe tutta la notte a parlare di Marco raccontando la gioia delle vittorie e la disperazione delle sconfitte, soprattutto di quelle non legate allo sport. Un’occasione per conoscere più nel profondo la storia di un grande atleta senza nascondere nulla, un’occasione per ricordare Marco Pantani.

Ivan Filannino

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