Le intellettuali, burattini al potere

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Monica Conti continua l’appassionato lavoro di studio e messa in scena delle opere di Molière, iniziato nel 2002 con Il medico per forza; questa volta la regista, e interprete nella pièce della serva Martina, raccoglie la sfida di rappresentare uno dei testi meno conosciuti e rappresentati nel panorama italiano, del commediografo francese.

Le Intellettuali, penultima opera dell’autore, è stata scritta nel 1672 non per compiacere le esigenze della corte reale di Luigi XIV, ma per necessità espressiva! É di certo uno dei testi più particolari e interessanti di Molière che, acuto osservatore della realtà, ci propone con pungente ironia tematiche ancora oggi attuali.

Alla base dell’opera, il consueto tema dell’amore ostacolato-che alla fine riesce a trionfare-e l’incomprensione tra chi si schiera a favore della materia e chi della cultura. Il tema di fondo dello spettacolo è in realtà, il potere coniugato nelle sue diverse forme.

L’amore tra Enrichetta e Clitandro, viene favorito dal padre di lei, Crisalo, ma ostacolato dalla madre Filaminta, che desidera vedere la figlia Enrichetta in sposa a Trissottati. Quest’ultimo è uomo di cultura, idolatrato dalle intellettuali di casa: Filaminta, la zia Belisa e Armanda-sorella di Enrichetta e dimenticato amore di Clitandro. L’amore tra Enrichetta e Clitandro riesce a trionfare grazie al provvidenziale aiuto dello zio di lei, Aristo, che con false lettere annuncia la disgrazia economica della famiglia. É a questo punto che l’avvenente uomo di falsa cultura Trissottati, vista svanire l’opportunità di ricchezza, si tira indietro ed esce di scena.

Il teatro è inganno che ci aiuta a vedere la verità. In questa pièce, come nota Cesare Garboli ”né la famiglia, né la cultura sono valori di primo grado, quanto spazi di un discorso teatrale, luoghi di una finzione. Molière usa questi valori, li tradisce, li tratta come prese di posizione il cui movente è opportunistico” tutti i protagonisti, in disarmonia tra loro, aspirano all’ottenimento di vantaggi personali.

Con espedienti registici ben strutturati, Monica Conti ha rappresentato efficacemente questi uomini, burattini del potere.
Maria Ariis, Stefano Braschi, Marco Cacciola, Federica Fabiani, Gaia Insenga, Miro Landoni, Stefania Medri, Roberto Trifirò, e la stessa Monica Conti, in veste di attrice, sono riusciti con amara leggerezza a ben rappresentare l’essenza dell’opera di Molière.

Valentina Naccarato

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