“La signorina Giulia”: Strindberg al Tertulliano

La signorina Julie è una tragedia composta sul finire dell’800 da August Strindberg e affronta il tema della differenza delle classi sociali e del genere maschile e femminile.

L’adattamento La signorina Giulia di Giuseppe Scordio, rappresentato presso lo Spazio Tertulliano dal 28 ottobre all’8 novembre, risulta attuale e molto moderno. La drammaturgia ci dimostra come, anche più di un secolo dopo, possiamo riconoscerci in dialoghi così lontani a livello temporale e spaziale. Perché? La risposta è semplice: Strindberg nelle sue opere affronta contrasti e dilemmi esistenziali che sono intrinsechi nella storia sociale umana,  con un linguaggio moderno e aderente alla realtà.

La tragedia di Julie, figlia venticinquenne di un conte, che sviluppa un sentimento nei confronti del suo servo affronta non solo uno degli archetipi più presenti nella storia della letteratura europea ma è anche motore per analizzare la perdita di controllo dei sentimenti verso chi è distante da noi, vuoi per classe sociale vuoi per sensibilità (in questo caso di genere).

Jean, cinico e insicuro, da sempre attratto dalla vita nobiliare, sfrutta i sentimenti di Julie a suo favore sovvertendo il rapporto servo-padrona: vediamo costruirsi e annientarsi in scena continui giochi di potere che si snodano in dialoghi calibrati e perfetti.

La regia è minimale e al servizio della drammaturgia di Strindberg: segue il testo e i suoi attori con attenzione e grande rispetto. Bravi gli attori e grandiosa in molte occasioni l’interpretazione di Sonia Burgarello.

La signorina Giulia è uno spettacolo davvero piacevole e di qualità che ci invita a tenere d’occhio la programmazione dello Spazio Tertulliano.

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