“La nebbiosa”, intervista al regista Paolo Trotti

paolo trotti

Dall’8 al 19 febbraio sarà in scena al Teatro Franco Parenti, “La nebbiosa” di Pier Paolo Pasolini. Una produzione Teatro Linguaggicreativi inserita tra gli spettacoli più attesi della settimana e che sicuramente attira attorno a sé l’attenzione del pubblico vista l’occasione di vedere un Pasolini inedito.

Ne abbiamo parlato con Paolo Trotti, regista e curatore dell’adattamento insieme a Stefano Annoni, nonché direttore artistico di Linguaggicreativi.

Benvenuto Paolo, cosa ti ha colpito di questo testo di Pasolini e convinto a portarlo in scena?
Un po’ la sfida con l’inedito, un po’ l’idea dell’attualità di questo testo. Quando con Stefano Annoni abbiamo iniziato a lavorarci abbiamo trovato un sacco di concomitanze con qualsiasi tipo di ribellione sociale, una sorta di cambio di testimone tra generazioni per cui chi si ribella poi diventa la classe dirigente. Cosa che lo stesso Pasolini profetizza per i protagonisti della sua storia.

E’ anche l’occasione per scoprire Milano vista dagli occhi di Pasolini.
Sì è stato molto bello vedere un altro sguardo su questa Milano di fine anni ’50 che aveva velleità di diventare una metropoli internazionale. Noi ci siamo basati proprio su quello, un po’ lavorando su alcuni personaggi di Franco Citti mossi in “Accattone” dallo stesso desiderio di sfida. E’ una Milano appunto nebbiosa e tutto si muove in queste periferie ormai diventate metanopoli, luoghi al limite di questa città che stava costruendo se stessa.

Parte della storia si svolge in un night club, come è venuta l’idea di renderlo reale invitando ogni sera un artista diverso che aprirà la serata con il suo spettacolo?
Tra i personaggi c’è un bambino e abbiamo cercato un testimone per questa storia, qualcuno che continuasse a raccontarla. Visto l’amore che quella generazione aveva per i night club abbiamo pensato che il futuro del bambino potesse essere proprio quello di gestire il night e da lì ogni sera raccontare la notte di capodanno nella quale si svolgono i fatti.

Come si è svolto il lavoro coi due attori Stefano Annoni e Diego Paul Galtieri?
Abbiamo fatto molto lavoro di tavolino per adattare un testo con parecchi personaggi. Abbiamo riscritto alcune parti, c’è stata la contaminazione con altre opere di Pasolini e poi abbiamo lavorato sull’evocazione del personaggio, non sull’imitazione, richiamando il modo di fare e la spacconeria di quel periodo. Un lavoro che, devo dire, è stato molto riuscito.

A marzo poi tornerai a Linguaggicreativi con “Fassbinder l’etranger”, un’altra storia noir.
Sì è un noir tratto liberamente da un testo poco conosciuto di Fassbinder che è “Preparadise sorry now”. Narra la vera storia di due serial killer inglesi ed è interessante per la sua struttura che comprende racconti della loro vita, dialoghi tra i protagonisti e quindici episodi di ordinario fascismo. Il mio lavoro con gli attori sarà quello di trasportare da un’Inghilterra del dopoguerra a una provincia italiana dei giorni nostri la follia e l’emulazione del nazismo dei due personaggi. Il tutto inserendo alcune riflessioni di Fassbinder sulla mancanza di un cinema teatro politico in Germania negli anni ’70 cosa che per me è la mancanza di un cinema teatro politico in Italia oggi tranne pochissime eccezioni.

Sei soddisfatto della stagione di Liguaggicreativi?
Molto, sta andando molto bene e abbiamo sempre il teatro pieno. E’ un buon segno

Ringraziamo Paolo Trotti per la disponibilità e ricordiamo i suoi prossimi appuntamenti. Dall’8 al 19 febbraio “La nebbiosa” al Teatro Franco Parenti e dal 10 al 19 marzo “Fassbinder l’etranger”

Ivan Filannino

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