Kitsch me Licia, passione anni ’80

Leggendo la notizia dell’arrivo di un musical basato sul cartone animato “Kiss me Licia” la prima cosa pensata è stata: “Perché a nessuno è venuto in mente prima?”. Il primo è stato Thomas Centaro, ma la sua opera “Kitsch me Licia” va ben oltre il cartone animato, la sua è una celebrazione degli anni ’80 realizzata attraverso la storia di Mirko e Licia. Una storia che chiunque cresciuto negli anni ’80 conosce, tutti sanno che “un giorno di pioggia Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso”. Thomas e la sua compagnia, però, fanno un lavoro davvero approfondito attorno all’opera, scritta da Kaoru Tada nel 1982 e arrivata in Italia nel 1985, senza tralasciare alcun dettaglio e andando ad analizzare nel profondo ogni personaggio. Tutto circondato da una serie di citazioni e filmati dell’epoca che riportano lo spettatore indietro di trent’anni.

Stiamo parlando di un musical e quindi anche la musica vuole la sua parte, chi si aspettava qualche canzonetta da cartone animato rimarrà sorpreso vedendo lo spettacolo aprirsi con “You give love a bad name” dei Bon Jovi, si prosegue poi con pezzi dei Toto, Europe, George Michael e Madonna, giusto per citarne qualcuno, tutti riadattati in lingua italiana da Thomas Centaro che, oltre ad essere autore e regista, interpreta Mirko, il leader dei Bee Hive. Al suo fianco c’è Silvia Romeo nei panni di Licia, una Licia decisamente più smaliziata di quella vista nel cartone, capace di sospettare dell’omosessualità di Mirko e Satomi come raccontato nel manga. Tanti applausi per il bravissimo Andrea Bonati nei panni di un Marrabbio sarcastico e forse anche più severo di quello originale. Grande spazio anche per i personaggi di Marika e Manuela interpretati da Alessandra Ruta e Elena Centaro. Non mancano ovviamente Andrea (Annalisa Longo) e Giuliano, il gatto che con le sue battute, doppiate Kitsch me liciada Francesca Tretto, scandisce i tempi comici. Quattro ballerini capitanati da Bruno Giotta si occupano, infine, delle coreografie.

Tornando alle canzoni non possono ovviamente mancare i tre grandi successi dei Bee Hive “Fire”, “Baby I love you” e “Freeway” per accontentare i puristi del cartone animato perché in questo spettacolo c’è tanta ironia, ma siamo lontani dalla parodia, l’opera di Kaoru Tada viene omaggiata e rispettata lasciando intatto il suo messaggio positivo d’amore. Anche certi piccoli dettagli vengono curati come il telefono gigante del mambo e l’indimenticabile costume rosso di Mirko con tanto di piuma tra i capelli.

Il pubblico del Teatro Pime, infine, risponde al meglio trasformandosi nella platea non di un teatro, ma di un vero e proprio concerto con cori e applausi ritmati. Ciò che resta a fine spettacolo sono il desiderio di rivedere il cartone e riascoltare le canzoni dei Bee Hive, la voglia di mangiare le polpette di Marrabbio e soprattutto la sensazione che questo musical merita più di due repliche vista la sua carica coinvolgente.

Ivan Filannino

 

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