Intervista a Paolo Scheriani e Nicoletta Mandelli di TEATROalleCOLONNE

Sabato 17 maggio andrà in scena al TEATROalleCOLONNE il concerto spettacolo dedicato ai Beatles dal titolo UN SOGNO LUNGO UNA VITA.

La band Nowhere Boys eseguirà dal vivo le canzoni più famose del gruppo di Liverpool inframezzate ai racconti di Fabio Santini (giornalista e attore) che racconterà gli anni sessanta della “Swinging London”.

Abbiamo parlato con Paolo Scheriani e Nicoletta Mandelli, direttori artistici del TEATROalleCOLONNE, che in tre anni di lavoro sono riusciti a portare il teatro all’attenzione di cittadini e istituzioni. Abbiamo parlato dei Beatles, della loro compagnia scheriANIMandelli, dei progetti futuri, del teatro, il suo linguaggio e la sua attualità.

 

Parliamo della vostra iniziativa di sabato 17 maggio: UN SOGNO LUNGO UNA VITA. Come è nata la volontà di parlare dei Beatles?

I Beatles sono solo un tassello di un disegno ben più ampio che abbiamo voluto dedicare alla musica o, per meglio dire, alla “cultura musicale” che è un grande patrimonio di tutti. Abbiamo voluto dare spazio a questo tipo di eventi al pari della prosa, della drammaturgia contemporanea. Dopo il successo di eventi dedicati ai Rolling Stones, ai Velevet Underground e Lou Reed, a De Andrè, Lucio Dalla, Giorgio Gaber e Jannacci, abbiamo voluto chiudere la stagione musicale con la “Band” per antonomasia: I Beatles. Raccontare una band, un cantante, che sia un cantautore o una rock star, è raccontare un mondo, uno spaccato della nostra storia. I Beatles ci portano immediatamente alla “Swinging London” – un momento di grande fermento artistico e culturale – e di questo vogliamo anche parlare attraverso la loro musica. Fabio Santini, giornalista prestato al teatro con il suo personale “teatro di narrazione”, dopo il successo ottenuto con “Siamo tutti signor G” torna con questo affresco teatral/musicale che unisce sapientemente il racconto di una generazione e le canzoni eseguite dal vivo dai NOWHERE BOYS; un band di quattro ragazzi usciti tutti dal CPM di Franco Mussida. Una band che non scimmiotta i quattro di Liverpool ma cerca di arrivare all’essenza delle loro canzoni eseguendole e di volta in volta reinterpretandole.

Sono ancora attuali i Beatles? Cosa rappresentano nella cultura in generale e quali spunti possono dare al teatro?

Ci piace dire “i Beatles li amano tutti, anche chi non li ama.” Attuali è dir poco, sono stati e continuano ad essere “rivoluzionari”, molto più di altre band platealmente più “rivoluzionarie” di loro. Le loro composizioni musicali contengono elementi innovativi e quello che a primo ascolto risulta “orecchiabile” è frutto di accordi assolutamente non scontati. i Beatles hanno acceso la miccia di un mondo che sarebbe comunque esploso. Lo hanno fatto a loro modo e il mondo è cambiato anche grazie a loro. Culturalmente hanno avuto una grande rilevanza e responsabilità, in parte inconsapevole. Solo in seguito – e Jonh più degli altri – ci fu una consapevolezza che i loro gesti, i loro pensieri, il loro fare (e non solo musica) avrebbero potuto condizionare positivamente l’ambiente e le persone. Una parola su tutte divenne un simbolo anche grazie a loro: PACE. Una pace laica e per questo ancor di più sacra. In realtà i Beatles sono stati molto “teatrali”; hanno messo in atto modalità più vicine al teatro che alla musica per entrare nell’immaginario collettivo. Oggi il teatro può trarne insegnamento da quella esperienza soprattutto nel disseminare indizi e informazioni non sempre leggibili a prima vista o a primo ascolto ma quasi nascoste e volutamente occultate: chi fa teatro avrebbe tanto da imparare anche solo nell’osservare con attenzione la copertina del loro “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”.

Contaminazione del teatro con la musica. Ma anche con la fotografia, il cinema, la poesia, addirittura la cucina. Cosa ne pensate della contaminazione del teatro con altre forme d’arte?

Noi siamo ben disposti alle contaminazioni e in tempi non sospetti abbiamo iniziato a lavorare proprio sulle contaminazioni, utilizzando drammaturgia, danza, videoarte, fumetti anche se siamo certi che prima di noi qualcuno ha sperimentato queste contaminazioni e prima di quel qualcuno altri e altri e tanti altri ancora. La cosa importante e che tutto questo non sia pretestuoso e che non serva a colmare vuoti di sostanza. Oggi si vede troppo spesso un uso spropositato e immotivato di “contaminazione” tra diverse forme d’arte; si va per accumulo ma l’accumulo alle volte può trasformarsi in discarica.

In UN SOGNO LUNGO UNA VITA abbiamo testi teatrali che si alternano a canzoni dal vivo. Quanto è importante la musica nel teatro? Quanto in questa produzione?

Direi che a questa domanda in qualche modo abbiamo già risposto rispondendo alla prima. Comunque è fondamentale. Anche nei nostri spettacoli di prosa la musica è protagonista al pari degli attori. È una vera e propria colonna sonora. L’approccio che abbiamo con la musica è più cinematografico che teatrale.

Con la vostra ultima produzione “IO SONO SARAH KANE” avete affrontato una delle drammaturghe più controverse e amate, soprattutto dai più giovani. Una giovane donna che ha segnato il teatro inglese e il modo di pensare alla scrittura scenica. Adesso i Beatles. Sembra importante per voi scegliere figure chiave e ridare loro attualità. È così?

Queste figure e tante altre rimangono attuali, sono le persone che pensando di vivere nel presente non si accorgono di essere meno attuali di chi non c’è più. Noi cerchiamo solo di ridestare attenzione su di esse. Di proporre un modo nuovo di interpretarle, di comprenderle. Noi non facciamo differenza tra Sarah Kane e Euripide, i Beatles e Monteverdi.

Il presente e il futuro del TEATROalleCOLONNE. Cosa devono aspettarsi i cittadini milanesi? Quali sono le prossime idee in cantiere?

Il presente ci rende felici per una stagione andata decisamente bene e per una conclusione che ci porta a lavorare su un testo come le Troiane che andrà in scena in forma di studio a fine giugno. Stiamo pensando ad alcuni appuntamenti “estivi” per tenere vivo lo spazio fino a fine luglio.
Cosa più importante è il lavoro che stiamo facendo sulla prossima stagione, che si preannuncia molto ricca di eventi anche in prossimità dell’EXPO. In realtà saranno due stagioni in una. La prima che andrà da ottobre 2014 a aprile 2015 e la seconda in concomitanza con l’EXPO che partirà a maggio per proseguire fino a ottobre così da coprire tutto il periodo dell’EXPO. Ci apriremo di più alle ospitalità e continueremo il nostro personale percorso drammaturgico con le nostre nuove produzioni. La compagnia scheriANIMAndelli è riuscita in pochi anni a portare all’attenzione dell’intera città il TEATROalleCOLONNE e sempre di più vuole rendere questo spazio un punto di riferimento non solo teatrale ma più ampiamente culturale con attività ed eventi che definiamo “ad alto contenuto umano”. Il nostro non è un pubblico indefinito ma ogni singola persona si sente parte di un progetto condiviso.

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