Intervista a Mariangela D’Abbraccio

mariangela d'abbraccio

Al Teatro Menotti prosegue il festival Talkin’ Menotti e fino a domenica 7 aprile sarà in scena Mariangela D’Abbraccio con “Napule è…n’ata storia”, uno spettacolo che porta sul palco canzoni di Pino Daniele, parole e versi da Eduardo De Filippo e altri grandi autori napoletani del ‘900. Per l’occasione Milanoteatri.it ha intervistato Mariangela D’Abbraccio.

Come è stato possibile unire due grandi icone del teatro e della musica italiana?
Lo spettacolo viene da un desiderio che avevo da tanti anni e durante Filomena Marturano ho iniziato a lavorarci. So bene quanto Pino Daniele abbia preso ispirazione da Eduardo De Filippo per molte sue canzoni.

Come è strutturato lo spettacolo?
mariangela d'abbraccioSi tratta di un vero e proprio concerto. La musica e le parole di Eduardo si fondono insieme alle canzoni di Pino. Abbiamo fatto degli arrangiamenti che prevedono proprio questo e danno la possibilità di far entrare nelle canzoni i versi di Eduardo. Alterniamo la musica di Pino Daniele, dalle primissime canzoni come “Terra mia” e “Donna Cuncetta” fino a quando si avvicina di più al blues, ai grandi lavori di Eduardo De Filippo come “Filomena Marturano” e “Napoli milionaria”. Non è uno spettacolo tradizionale, ma un grande percorso nelle opere di due grandissimi artisti.

Qual è il suo ricordo personale più forte legato a Pino Daniele ed Eduardo De Filippo?
Ho un ricordo che li lega entrambi. Io volevo fare teatro, ma venivo dal mondo della musica e frequentavo moltamariangela d'abbraccio gente di quel settore. A tutti raccontavo il mio sogno di fare l’attrice e quando lo dissi a Pino Daniele lui mi rispose: “Se vuoi fare l’attrice e sei napoletana devi iniziare da Eduardo”. Questa frase di Pino mi colpì molto e decisi di seguire il suo consiglio. Praticamente è stato Pino a portarmi da Eduardo De Filippo perché io avevo già fatto richiesta per studiare da Strehler al Piccolo. La mia strada sembrava verso Milano, poi chiesi a Eduardo di assistere a una sua lezione e in pochi giorni mi trovai nella compagnia del figlio Luca.

Secondo lei quale è la marcia in più della musica napoletana che la rende così famosa in tutto il mondo?
Sicuramente la melodia. Nel dna partenopeo c’è questa magica facilità alla melodia. Tutto nasce da lì, poi si aggiungono i grandi poeti napoletani compreso Pino Daniele che ha scritto dei testi meravigliosi. Per riassumere diciamo la grande melodia che si sposa con grandi poeti.

Progetti per il futuro?
Nella prossima stagione torneremo a Roma con “Napule è…n’ata vota”. Io sarò poi impegnata con “Un tram chiamato desiderio” di Tennessee Williams, altro autore che amo tantissimo, per la regia di Pier Luigi Pizzi.

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