I migliori spettacoli della stagione 2014/2015

migliori spettacoli
foto di Greta Pelizzari

Un’altra stagione di teatro va in archivio e anche quest’anno ci ritroviamo a scegliere i migliori spettacoli andati in scena. Non una votazione, ma semplicemente un elenco delle opere che ci hanno trasmesso qualcosa e che secondo noi meritano di essere ricordate, sempre sottolineando che assistere a tutte le produzioni milanesi è ovviamente impossibile. Ogni membro della redazione di MilanoTeatri ha scelto 3 spettacoli, ecco cosa ne è venuto fuori.

 

Ivan Filannino ha scelto

NUNCA MAS – GENTE CHE SCOMPARE (scritto e diretto da Alessandro Veronese) Se lo scopo della nostra ricerca è trovare spettacoli che emozionano e trasmettono qualcosa allora “Nunca mas – gente che scompare” di Alessandro Veronese non può non avere un posto d’onore. Mentre guardi “Nunca mas” lo senti che ti entra dentro, nel cuore e nello stomaco, ti stritola, ti prende a pugni, ma al tempo stesso ti diverte. Questo spettacolo riesce a “ridicolizzare” la cattiveria dell’uomo senza renderla banale, anzi nel suo grottesco la rende ancora più crudele. Trasforma un’innocente bambina in una spietata aguzzina, passa dalle voci straziate delle madri dei desaparecidos ad un improbabile show televisivo che insegna l’arte della tortura. Il risultato ti tramortisce, ti lascia immobile travolto dalle emozioni e, a fine spettacolo, hai bisogno di qualche minuto per tornare alla realtà.
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SPRING AWAKENING – RISVEGLIO DI PRIMAVERA (tratto da Frank Wedekind, libretto e testi di Steven Sater) Un musical
intramontabile reso unico dalla sua contemporaneità nonostante si parli di un testo del 1891. Una storia che sarà sempre attuale perché lo scontro generazionale tra adolescenti e adulti, per quanto possa attenuarsi, non sarà mai superato definitivamente. Un cast giovane pieno di energia in grado di non solo di commuovere il pubblico ma anche di risvegliare il desiderio di lottare per i propri ideali. Un grande spettacolo a cui Milano avrebbe dovuto rendere maggior merito.
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QUESTA SONO IO (di Federico Guerri, regia Alessandro Castellucci) Arrivato quasi per ultimo, quando molti teatri erano già chiusi e l’aria condizionata indispensabile, questo spettacolo ha fatto subito centro. Tutto nasce da un romanzo di Federico Guerri adattato da Corrado d’Elia e messo in scena da Alessandro Castellucci con una grandissima Monica Faggiani sul palco. Laura Prete fa ridere, fa piangere, fa paura, tutto lo spettacolo gira intorno alla figura di questa donna diventata una stella della televisione italiana, il pubblico viene catapultato in tre storie fino a scoprire una verità che lascia a bocca aperta.
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Francesco Annarumma ha scelto

LOVE IS IN THE AIR
 (di e con Laura Pozone) Senza dubbio uno degli spettacoli più divertenti e originali di quest’anno. Laura Pozone interpreta le maschere della società di oggi in un incalzare di luoghi comuni costruiti su una drammaturgia perfetta. Un salone di bellezza milanese diventa un piccolo mondo popolato da creature strane e caricaturali che si mostrano nel finale quotidiane e simili a noi. Una riuscita contaminazione del teatro con il linguaggio televisivo, digitale, cinematografico, colloquiale. Un’autrice/attrice che dimostra di conoscere benissimo un fattore spesso sottovalutato: il pubblico.
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IL GIARDINO DEI CILIEGI (di Anton Cechov, regia Benedetto Sicca) Grande poesia e grande commozione per questa rivisitazione del classico di Anton P. Cechov. Una regia che stravolge le regole della rappresentazione di questo classico pur rispettandone la drammaturgia e preservandone i sapori. Due ore nelle quali ci si immerge nel rimpianto e nel dolore dei protagonisti. Un grande dono per lo spettatore: quello di innamorarsi di quei personaggi e di soffrire con loro. Uno spettacolo che come una clessidra non può fermarsi e che ci ricorda che la vita passa, veloce, sempre troppo veloce. Applausi per il giovane cast: attuale, concreto e coraggioso.
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ShakEspeareSonnEts (di e con Alessandro Pazzi) Una lettura scenica che diventa un’esperienza sensoriale e personale. I sonetti del più grande drammaturgo di sempre rivivono attraverso la voce di Alessandro Pazzi, accompagnato dall’arpa di Alessandra De Stefano. Finalmente andiamo oltre i grandi amori raccontati da Shakespeare e ci confrontiamo con l’uomo dietro all’autore. Poesie che raccontano i dolori, le follie e le sofferenze dell’uomo dietro Romeo e Giulietta. Un teatro raro perché semplice e sincero. Le parole si fermano nell’aria e raggiungono lo spettatore dritto al cuore mettendolo a confronto con il proprio vissuto e con i propri conti in sospeso con il sentimento dell’amore.
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Beatrice Marzorati ha scelto

A MIDSUMMER NIGHT’S DREAM (di William Shakespeare, regia di Tim Robbins) La nota commedia di Shakespeare si rivela un’esplosione di energia a cui il pubblico non può resistere, travolto dalla potenza delle emozioni e dei giochi che gli attori mettono in scena. La bellezza della lingua originale si accompagna alla vibrante musica dal vivo, le delicate quanto rarefatte scene nel bosco si popolano di creature fantastiche e in particolare del multiforme Puck, si rincorrono le suggestioni grazie alla bravura degli attori che dal nulla creano un mondo magico, divertente e profondamente commovente, a ricordarci che cosa significa autenticamente “to play”.


RIMBAMBAND SHOW
(scritto e diretto da Raffaello Tullo) Uno spettacolo scoppiettante, divertente ed estremamente piacevole. La maestria degli attori-musicisti si traduce sulla scena in scherzi e gag comiche mentre eseguono con perizia canzoni di artisti di alto calibro. Le varianti dei brani scelti coinvolgono il pubblico non soltanto per la notevole qualità musicale ma anche per le invenzioni escogitate dai vari membri della band  per riproporli in maniera fresca, originale e molto divertente. I Rimbamband si rivelano quindi non solo attori e musicisti, ma anche ballerini, mimi, cabarettisti, mantenendo una linea stilistica precisa dove ogni dettaglio è curato e la risata va a braccetto con la buona musica.
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QUESTA IMMENSA NOTTE (di Chloe Moss, regia Laura Sicignano) Spettacolo intenso e commovente, le vicende di Mary e …, ex detenute, attraggono il pubblico in un vortice di grandi speranze e paure insormontabili, di slanci generosi e cocenti delusioni. Le contraddizioni che attraversano le vite delle tue protagoniste si riflettono nel rapporto di complicità e diffidenza, tenerezza e bugie che si instaura tra loro, fragili creature incapaci di dimenticare le cicatrici della vita precedente e del carcere e allo stesso tempo impreparate ad affrontare il mondo esterno. La sensibilità tutta al femminile che permea questo spettacolo (autrice, regista, attrici) restituisce uno sguardo delicato ma non superficiale, che si potrebbe riassumere poeticamente nello struggente  tentativo di riscatto quando le due donne cantano a squarciagola “la faccio io la vita mia”…
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Olga Bordoni ha scelto

IO, LUDWIG VAN BEETHOVEN (di e con Corrado d’Elia) Abbiamo fatto una gita fuori porta per questo spettacolo prodotto dal Teatro
Libero di Milano, ma ne è valsa assolutamente la pena: emozioni, bellezza e commozione ci hanno accompagnati per mano nel racconto della vita del compositore, un vero inno all’amore per la musica e anche per il teatro. D’Elia è seduto al centro di una scena minimale e, un po’ narratore, un po’ Beethoven stesso e un po’ direttore d’orchestra, ci dipinge con la voce personalità e vicende salienti del musicista: le sue opere e i suoi concerti, la sua sordità, il dolore e la rabbia, ma anche la capacità di continuare a comporre fino ad arrivare alla nona sinfonia in tutto il suo splendore. Impossibile non essere rapiti e toccati dalle parole di d’Elia, dal suo stesso trasporto per il genio di Beethoven e dalla musica meravigliosa che, sapientemente dosata ed unita a ricercati giochi di luce, viene esaltata in tutta la sua intensità emotiva. Pura bellezza.
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MEMORIE DI ADRIANO (dal libro di Marguerite Yourcenar) Uno strepitoso Giorgio Albertazzi, appassionato e toccante, ci ha incantati con l’interpretazione dell’Imperatore Adriano e il racconto della sua vita illuminata. Amante delle arti e della cultura greca, Adriano è guerriero nell’esercito imperiale e poi successore di Traiano all’Impero, che riorganizzerà attraverso riforme economiche, militari e politiche. Sensibile e raffinato, amerà fino alla fine dei suoi giorni il giovane Antinoo, sacrificatosi per salvarlo e al quale dedicherà una città, e ci regalerà riflessioni ed intuizioni sulla vita e sull’essere umano talmente lucide e profonde da essere valide ancora oggi. La narrazione è resa così intima, intensa e velata di malinconia dall’interpretazione di Albertazzi da coinvolgere e commuovere tutto il pubblico. Uno spettacolo davvero poetico e delicato che ci lascia tutti più ricchi.
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TEATRO-CUCINA (di Elisabetta Faleni e Valentino Infuso) Un connubio di successo per una serata davvero speciale: una location perfetta che ricrea un’atmosfera da vacanza e trasporta lontano da Milano, un menu curato in ogni dettaglio dallo Chef Gustavo Lamandragola e uno spettacolo che accompagna ogni pietanza con una storia particolare. Questi gli ingredienti di una ricetta unica, coinvolgente e ricca di emozioni; lasciatevi rapire dall’atmosfera della sala apparecchiata ad arte, dalle interpretazioni, dalle danze e dai giochi dal gusto partenopeo degli attori, dalle liriche del musicista che li accompagna e dai meravigliosi sapori dei vari piatti sapientemente costruiti. Guardate, ascoltate, interagite con gli attori, ridete, commuovetevi e godetevi in maniera gioiosa questa bella esperienza multisensoriale, conviviale e in totale armonia con gli altri ospiti-spettatori: vi lascerà un ricordo indelebile.
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Roberto De Marchi ha scelto

MAI MORTI (di Renato Sarti con Bebo Storti) E’  la storia narrata attraverso la vestizione di un “vecchio arnese fascista”. Un derelitto alcolizzato e impasticcato sul quale si apre la scena. Un uomo che fatica ad alzarsi dal letto e a parlare ma, malgrado questo, dismessa le veste da camera, indossa il primo capo della divisa repubblichina. Comincia a raccontare rievocando i fasti del ventennio fascista ed il ruolo da protagonista che la destra estrema ha avuto a partire dalla strategia della tensione fino ai fatti del G8 di Genova. Il “legionario” prosegue la vestizione e racconta acquistando in vigore, più acquista vigore  più i ricordi si fanno lucidi in un corto circuito di orrori e stragi che STORTI riesce a rendere ancora più agghiaccianti narrandoli attraverso il “burocratese” di verbali ed atti giudiziari.

ORFEO ED EURIDICE (scritto e diretto da César Brie) E’ un cialtronesco CARONTE a presentare la storia dell’amore tra Giulia e Giacomo. Lo fa con inflessione siciliana lamentando in prima battuta il sequestro della sua barca lasciata in seconda fila, a presentare la storia d’amore tra Giulia e Giacomo.  Una storia nata per caso durante delle vacanze siciliane: una fotografia, un gelato una passeggiata, il goffo corteggiamento, il primo bacio e il matrimonio. Impiega giusto questo tempo, il tempo della costruzione di un amore, l’opera di Brie per declinare la commedia a dramma.

CAOS (REMIX) (di Valeria Cavalli e Claudio Intropido) Non credo sia un caso che il primo spettacolo messo in scena al TEATRO LITTA dopo la creazione delle MANIFATTURE TEATRALI MILANESI  sia CAOS REMIX. Cosa meglio di questo spettacolo può rappresentare al contempo la fisica fisica e quella organizzativa di “fare teatro”? “La fatica”. E’ l’esaltazione della fatica in tutti i suoi aspetti quella che viene messa in scena da Valeria CAVALLI, Claudio INTROPIDO e sette straordinari attori-danzatori-atleti. E’ la fatica del gesto quotidiano nella sua ripetibilità: mettersi le scarpe, leggere il giornale, salutare, salire e scendere scale; la fatica di muoversi in un contesto metropolitano in continua evoluzione, la fatica fatta dal personaggio per non trasformarsi in un agglomerato convulso e conservando gesti puntuali e coordinati. Attraverso la ripetizione il gesto tende alla ricerca della perfezione  all’evoluzione. Basterà, però, che uno di questi meccanismi salti, che si interrompa la ripetibilità del gesto per trasformare un meccanismo ben oliato in un dirompente e policromatico CAOS nel quale i personaggi abbandonata la ritualità del gesto  daranno libero sfogo alle loro necessità di movimento autonomo.

 

CITAZIONE SPECIALE

GIORGIO ED IO (di e con Giancarlo Dettori) Uno spettacolo magico perché compie il miracolo di mettere sul palco due figure leggendarie del teatro italiano. Una la trovi fisicamente davanti ai tuoi occhi ed è Giancarlo Dettori, l’altra purtroppo ci è stata strappata via troppo presto, ma è presente in sala tanto quanto il protagonista, stiamo parlando di Giorgio Strehler. In tanti hanno raccontato Strehler, ma, senza nulla togliere agli altri, è davvero difficile farlo come lo fa Dettori. È il racconto di un’amicizia e di un rapporto professionale lungo 40 anni. Giorgio e Giancarlo, viene davvero di chiamarli per nome come se fossero anche nostri amici, due vite che si sono incontrate quasi per caso e non si sono più lasciate. Le parole di Dettori sprigionano l’immenso amore per il teatro e sono una lezione di vita per tutti quelli che amano quest’arte.
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E ora dite anche voi quali sono gli spettacoli che vi hanno maggiormente colpito.

 

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