Freedom in the public sphere

Il 14 giugno alle 18.00 numerose donne milanesi di diverse origini e provenienze abiteranno Parco Trotter con la performance Freedom in the public sphere curata da Ariella Vidach.
Un vero e proprio rituale collettivo per la trasformazione dello spazio pubblico e per la proclamazione dei desideri, in cui protagoniste sono le donne e la danza.

Sarà un grande evento performativo dal titolo Freedom in the public sphere a chiudere Le alleanze dei corpi, progetto partecipativo e performativo per la scrittura di una Milano plurale promosso da Ariella Vidach-AiEP e vincitore del Bando alle Periferie del Comune di Milano.
Il 14 giugno alle 18.00 al Parco Trotter di Milano (in anteprima il 13 giugno alle 19.00 al MUDEC) numerose cittadine straniere e italiane che vivono nel Municipio II (zona Loreto, via Padova) coinvolgeranno il pubblico in un vero e proprio rituale collettivo per la costruzione di una cittadinanza attiva e interculturale.
Tappa conclusiva di un percorso di diversi mesi in cui i partecipanti hanno preso parte a workshop e incontri con artisti che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della migrazione, come l’artista turco-tedesca Nezaket Ekici e la coreografa e studiosa di antropologia argentina Cecilia Bengolea, la performance si focalizza sul desiderio come motore della riappropriazione dello spazio urbano e del contesto civico, sulla creazione di una comunità temporanea come strumento per uscire dall’isolamento della condizione ‘straniera’, sul corpo come linguaggio interculturale che supera le barriere linguistiche per costruire nuovi codici espressivi che si ibridano con la danza.

Come nel testo di Judith Butler L’alleanza di corpi, che dà il titolo al progetto da cui scaturisce la performance, anche in Freedom in the public sphere la compresenza e la condivisione di tempo e spazio determinano una comunità temporanea raccolta attorno ad una performance/rituale che racconta le esperienze della migrazione ma anche le speranze e i ricordi.
Elemento simbolico e semantico è un rosario di carta, ideato con la collaborazione dell’artista turco-tedesca Nezaket Ekici, già collaboratrice di Marina Abramovic, cui le performer affidano i propri desideri di accoglienza e le memorie del paese d’origine, scrivendoli simbolicamente con la voce sulla pagina vuota. I fogli si trasformano nei grani di un grande e delicato rosario, elemento scultoreo e fragile allo stesso tempo, che racconta la vulnerabilità della condizione femminile ma è anche metafora del potere politico e immaginifico delle alleanze nella scrittura di una nuova città.
Nell’anteprima al Mudec il 13 giugno la performance dialogherà immaterialmente, attraverso il linguaggio del corpo, con la storia delle collezioni, mentre il 14 giugno Parco Trotter diverrà un luogo che trasfigura la fragilità della condizione di chi è lontano dalla propria cultura originaria, creando un paesaggio migrante.

CREDITI
Coreografia partecipata coordinata da Ariella Vidach in collaborazione con Elisabetta Consonni
Regia Ariella Vidach, Claudio Prati
Con la collaborazione e partecipazione di Progetto Aisha, Spazio Socialità – Amici del Parco Trotter, Università Milano Bicocca Laboratorio di Antropologia Visuale, Coro Vocididonne diretto da Camilla Barbarito.
Contributi installativi a cura di Arianna Casi e Darya Ershad

Le Alleanze dei corpi è un progetto a cura di Ariella Vidach e Maria Paola Zedda
con la collaborazione di Elisabetta Consonni
con il Patrocinio e contributo del Comune di Milano
con il sostegno del MIBAC – Spettacolo dal vivo
con la collaborazione di MUDEC – Museo delle Culture

INFORMAZIONI
anteprima giovedì 13 giugno ore 19 presso MUDEC – Museo delle Culture, via Tortona 56 Milano
performance venerdì 14 giugno ore 18.00 presso PARCO TROTTER, via Giacosa 46 Milano
Entrambi gli appuntamenti sono ad ingresso libero

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