Franco Parenti: “Truman Capote”

Massimo Sgorbani, autore di un’intensa attività drammaturgica, torna al Franco Parenti che ha prodotto cinque dei suoi spettacoli, tra cui Le cose sottili nell’aria diretto da Andrée Ruth Shammah, in un testo inedito con la regia di Emanuele Gamba. In un irriverente monologo Gianluca Ferrato interpreta la vita di Truman Capote, il cantore di un’America torbida di cui ha narrato la brillantezza e le oscurità, il diritto alla felicità e la paura per lo sconosciuto, per chi minaccia la tua proprietà, ma anche per chi è comunque irriducibilmente diverso.

Gay, dandy, esibizionista, insomma eccessivo, il Capote che da solo tiene la scena per un’ora e mezza si rivolge ad una invisibile interlocutrice, Marilyn Monroe, sua carissima amica, anche lei segnata da un’infanzia difficile, lei stessa costretta a recitare un personaggio. Truman Capote si avventa contro il sogno americano facendolo a pezzi in un ritratto pruriginoso di un’America ipocrita e ingenua e lo fa nel solo modo possibile, riappropriandosi dell’unica identità che, a ben vedere, gli è stata realmente concessa: quella di intruso, di una presenza minacciosa. Un attacco a tutto tondo, a cui fa da sfondo però un’antica malinconia, una solitudine profonda e insuperabile e, come direbbe Pasolini, una “disperata vitalità“.

TRUMAN CAPOTE – Questa cosa chiamata amore
di Massimo Sgorbani
con Gianluca Ferrato 
        

DOVE? Teatro Franco Parenti

QUANDO? Dal 7 al 12 febbraio

PREZZI: Intero 25€, Over65/Under26 15€, Convenzioni 18€

 

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