Fragile/Kyoto ciò che non ti aspetti

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Il primo consiglio che diamo a chi andrà a vedere Fragile/Kyoto è quello di non cercare informazioni sullo spettacolo, ma lasciare spazio alla sorpresa.

Una camera d’hotel con un grande letto matrimoniale, anzi un king size, è ciò che accoglie gli spettatori del Teatro Libero. Lucy e Dan entrano nella stanza buia baciandosi, l’unica luce è quella della luna che filtra dalla finestra. Una bellissima storia d’amore, anzi quasi d’amore come dice il titolo dello spettacolo. Nell’opera di David Greig non c’è spazio per l’amore classico, per la bella famiglia felice, Lucy e Dan sono due amanti che si rincorrono da dieci e che finalmente hanno l’occasione per stare insieme. Si conoscono solo superficialmente, hanno tanto da scoprire uno dell’altro, la gioia dell’infatuazione si alterna col rimorso per ciò che si ha a casa. Una scena più che mai realistica recitata alla perfezione da Silvia Giulia Mendola e da Alberto Onofrietti. Le loro parole, i loro sguardi, i loro gesti mettono in scena tutta la complicità e la curiosità di due amanti.

Quando Dan e Lucy lasciano il palco ti prepari alla seconda storia di quasi amore, magari stavolta toccherà a una coppia sposata alle prese con le difficoltà della routine, invece no, David Greig stravolge tutti gli schemi e mette lo spettatore al centro dell’opera, coprotagonista di una storia interpretata dal solo Onofrietti. Fragile e Kyoto sono le due parole che ti accompagnano per tutta la serata, vengono ripetute, quasi celebrate perché sono state loro a dare vita a due storie quasi d’amore.

Ivan Filannino

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