Dante incontra la Commedia dell’Arte con la Compagnia Carnevale

compagnia carnevale

E’ stato presentato in prima nazionale al Teatro Ringhiera nell’ambito del festival “Milano in Commedia” lo spettacolo “Tra’ti avante, Alichino” della Compagnia Carnevale, adatto e diretto da Antonio Carnevale. Un interessante esperimento nel quale La Divina Commedia di Dante incontra e si intreccia con la Commedia dell’arte italiana partendo proprio dal verso del XXI canto dell’Inferno.

Alichino, diavolo nell’opera dantesca, qui altri non è che Arlecchino maschera iconica della Commedia dell’Arte che accompagna segretamente Dante, Virgilio e Beatrice nel loro viaggio. Troviamo così Paolo e Francesca nel ruolo degli innamorati, Ulisse con la maschera del Capitano e il Conte Ugolino con quella di Pantalone. Nel Purgatorio invece ci sarà l’amico Forese Donati ad indossar la maschera dello Zanni, Stazio quella del Dottore.

L’opera mantiene la promessa di non voler dar vita a una rilettura, né a una versione comica, né tantomeno a un’attualizzazione della Divina Commedia, mostrare la contemporaneità e la necessità di due grandi classici riconosciuti come fondamenta della nostra cultura letteraria e teatrale per promuovere e celebrare la bellezza della poesia dantesca.

I protagonisti Vlad Scolari e Ottavio Cannizzaro rappresentano bene l’evolversi del rapporto tra Dante e Virgilio, dal timore reverenziale all’amicizia, per due parti che possono crescere e migliorare maggiormente replica dopo replica. Due ruoli molto diversi ma altrettanto perfettamente interpretati da Sebastiano Sardo. Il suo monologo del Conte Ugolino è probabilmente il momento più alto dello spettacolo capace di far trattenere il fiato al pubblico, mentre nei panni di Stazio mostra un coinvolgente lato comico. Con la canzone dialettale l’opera rompe la tensione ma dà un giusto quadro medievale e stilnovistico fatto anche di sonetti comici e prese in giro tra i poeti.

Infine c’è Antonio Carnevale che strappa un sorriso nel suo ruolo di Arlecchino fino a quando non si toglie la maschera e regala il finale più giusto.

Ivan Filannino

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