Dance Monday alla Triennale

dance monday

A Milano si è inaugurata il 9 marzo la prima edizione 2018 di “FOG Triennale Milano Performing Arts” che proseguirà, nello svolgimento del programma in atto, oltre che c/o la Triennale, anche in altre location, fino al 05 giugno.

Molti gli Artisti provenienti da diversi Paesi ad avvicendarsi con le loro tematiche espressiveidentificative, intersecando le più innovative correnti artistiche tra progetti di teatro – musica – danza contemporanea, nelle più svariate sfaccettature; proiettandoci in un clima ulteriore di confronto con l’umore stesso di una Milano che già di per sè è da sempre attenta a fotografare con sguardo sottile le diverse tendenze emergenti.

Uno dei progetti riferiti alla danza contemporanea e presentato da FOG in collaborazione con Ariella Vidach Aiep e DiDstudio-Fabbrica Del Vapore ha visto in scena sei giovani coreografe in una interessante trilogia: “SapiensSapiensSapiens”- “P2P” – “Twin.”

Flora Orciari – Francesca Siracusa – Loredana Tarnovschi sono le interpreti della prima sezione che, ispirata all’ottava Elegia Duinese di Rainer Maria Rilke, apre con l’idea percettiva di tre persone distinte che convivono comunque in un unico corpo, pertanto tre le teste a muoversi con unico allineamento, facendo scorgere attraverso ritmici dondolii la mutevolezza del viso dapprima ad occhi chiusi poi con sguardi diversamente orientati, trasferendoci in qualche sorta d’indagine in un’affascinante ipotesi d’attesa fase tensiva-indagativa preparatoria e anticipatrice di un rito per la raccolta dati informativi che poi la porterà a frammentarsi separandole. Sulle note di una ricerca musicale live di Simone Faraci, lo studio coreografico delle danzatrici si estende abitando individualmente lo spazio con movenze d’attinente richiamo d’appartenenza all’automatismo che le ha originate e che in qualche misura le rilega ad una funzione unitaria che pur con lavori e obiettivi distinti tende al raggiungimento di uno scopo comune, quasi a renderci corporea l’idea di una piattaforma multimediale.

P2P è una ricerca coreografica di e con Greta Cisternino e Barbara Novati che, con musiche live di Edoardo Mozzanega e con il supporto tecnologico di pc, proiettore e schermo – Greta con tanto di smartfone allacciato in vita – iniziano virtualmente a chattare tra loro introducendoci in un contesto informatico di videochiamata espressa con il linguaggio del corpo. Le due interpreti con le loro movenze creano la possibilità di riprendere in tempo reale dal computer allo schermo, attraverso il proiettore, la realtà circostante che quindi, a seconda degli spostamenti dei due corpi, dell’amplificazione del suono, delle continue connessioni tra diverse superfici, materiali e colori attraversati, si struttura o destruttura in una mutante continuità di volumi e prospettive di senso che virano in varianti infinitesimali possibilità libere e specchianti; punti di fuga che all’occhio dello spettatore arrivano da lontananze e contrappunti diversi.

Twin coreografia e concetto di Luna Cenere – visual Gilles Dubroca – musiche di Gerald Valverde; in questa terza sezione lo scenario si apre in una visione cosmogonica stellare: il corpo di Luna in una verticalità capovolta vi è immerso in una specie di sospensione percepibile non solo corporea ma anche di pensiero… il buio… le stelle… il vuoto… il nulla .. e lei .. come noi lì … in attesa … una lunga attesa… lei ancora lì in irremovibile equilibrio …tra le stelle … … e noi … … tutto è silenzio … ombra e luce in un sistema ovattato d’isolamento dove niente può scalfire niente … . … .e lei a indossare il suo solo corpo …

… .poi è lei… Luna a rientrare in sè stessa nella bipede verticalità … intanto appare una sorta di nebulosa-navicella-siderale che la ricongiunge a un senso di magnetica ritmicità investendola a fasi alternate in fasci di luce dai tagli repentini – proiettati su un corpo che si sposta – come creatura siderale in camminate dai movimenti  più orbitali che reali … .immaginifica e mitologica apparizione che lo sguardo cerca di penetrare mentre appena apparsa … … svanisce … …

Un lavoro che si schiude in una corrente di circolarità che tutti i protagonisti dei tre progetti hanno saputo attraversare con libera intimità di ascolto e rielaborazione dati, riprogettandoli sinteticamente dentro il proprio sistema individuale connettivo-percettivo per rielaborarlo e restituirlo ridefinito in un circuito collettivo ricevente-ritrasmittente … e quando c’è arriva …

Vitia D’Eva

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