“Così tanta bellezza” è intorno a noi, apriamo gli occhi

Corrado Accordino porta in scena Così tanta bellezza, uno spettacolo coraggioso e provocatorio, un invito ad un profondo esame di coscienza e uno stimolo a guardare la vita e le proprie scelte attraverso l’occhio della verità più profonda di noi stessi, la nostra pura autenticità: ciò che esiste, cioè, al di là delle convenzioni sociali e familiari.

Che cosa desideriamo veramente, che cosa ci rende davvero felici? Domande fondamentali ma talvolta scomode perché vanno a scontrarsi con le regole del nostro vivere quotidiano, con l’inquadratura del nostro stile di vita e tutte le sue abitudini e riti consolidati, nei quali, nel bene e nel male, ci riconosciamo e troviamo un’idea di identità. Ma la nostra autenticità? E la nostra unicità, che insieme non smettono di far sentire la loro voce fino all’ultimo giorno della nostra vita? A volte forse possono parlare sottovoce e può essere difficile distinguerne le parole, ma di certo la sensazione di ciò che non ci piace e non va bene per noi è forte, anche se poi, per conformarci, è in quella direzione che scegliamo di andare. Chiederci cosa ci rende felici richiede una buona dose di autocritica e soprattutto una profonda conoscenza di noi stessi, e quanti di noi si conoscono davvero?

Il processo di conoscenza di noi stessi è lungo e sorprendente, ed è solo mettendosi alla prova il più possibile che si possono definire le linee generali di chi siamo e i limiti, sfumati e valicabili, del nostro essere. Ma quante volte ci mettiamo alla prova per testare le nostre reazioni? Non è forse più facile seguire la strada di tanti altri per cui ogni attitudine può restare in un range stimato e controllato, senza scomode sorprese? Perché la diversità è battaglia contro il conformismo, è solitudine, è fatica, è aprirsi nuove strade. Ci vuole forza e coraggio, anche se è una frase fatta. E mica tutti ce li hanno.

Accordino con questo spettacolo ci scuote, ci costringe, appunto, ad un esame di coscienza: ciò che abbiamo oggi, e che abbiamo costruito nel tempo, è veramente quello che desideriamo? La sua è una storia di ordinaria quotidianità: un padre di famiglia, una moglie, due figli adolescenti, maschio e femmina. I dialoghi stringati e asciutti, la comunicazione asettica prosciugata da ritmi di vita e di lavoro che si ripetono e, benché forsennati, sommergono e stordiscono, e alla fine tutti noi sembriamo come muoverci a rallentatore in un’atmosfera dai tratti onirici in cui i suoni sono ovattati. Ogni tanto ci risvegliamo da questo torpore e allora ci rendiamo conto che mesi, a volte anni, sono volati, e neanche ce ne siamo accorti. Nulla di particolarmente rilevante è successo, tutto è andato in maniera liscia e programmata, ed ecco la vittoria della nostra società e delle sue convenzioni sulla nostra vera natura.

Il protagonista di questa storia, che poi è una profonda riflessione su sé stessi, si mette in discussione e prende coscienza che ciò che possiede e rincorre da anni non è esattamente ciò che desidera davvero, e arriva a dire una frase particolarmente forte per la sua crudezza e verità: dice di amare i suoi figli, ma in tutta onestà vorrebbe che fossero diversi da come sono perché così non gli piacciono. Poche parole che fanno crollare un universo personale.

Strepitoso Corrado Accordino, mattatore sulla scena, ipnotizzatore e plasmatore delle nostre emozioni, ci cattura, stupisce e diverte con il suo sguardo ironico su noi stessi e sulle nostre debolezze. Ci tocca nell’intimo e colpisce nel segno, lasciandoci dubbiosi, un po’ inquieti, ma regalandoci anche uno slancio positivo, una nuova energia per avere uno sguardo un po’ diverso su ciò che ci circonda, più fresco e aperto sulla bellezza intorno a noi. L’essenza è nelle cose semplici, immateriali, quelle che non si comprano, che ci sfiorano ogni giorno ma noi quasi non vediamo più perché resi ciechi dalla frenesia e dalla sovrastimolazione della nostra vita quotidiana. Prendiamoci un momento per fermarci, oggi, subito, per rilassarci e provare a guardare da fuori ciò che siamo e facciamo, per aprire occhi e mente su ciò che di veramente bello ci circonda: ciò che di prezioso è sfuggito alla nostra attenzione fino ad oggi, infatti, potrebbe anche non esserci più domani. Non perdetevelo.

Olga Bordoni

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