“Call of Duty”, frammenti di guerra

call of duty

Frammenti di guerra sul palco del Teatro Libero dove fino al 19 marzo è in scena “Call of Duty – Fake Version” spettacolo scritto da Tatiana Olear e diretto da Manuel Renga.

Quattro attori per otto personaggi e quattro racconti. La guerra è protagonista, ma “Call of Duty” non vuole essere una trasposizione storica (nonostante alcuni filmati di repertorio che appaiono sugli schermi), bensì un estratto antropologico di come un conflitto possa influenzare le vite dei protagonisti.

La guerra poi non è solo quella con le armi, ma anche un videogioco (da qui il titolo dello spettacolo) o un litigio tra fidanzati. Al tempo stesso, per essere segnati dalla guerra non è per forza necessario viverla in prima persona, ma può essere sufficiente osservarla in televisione.

Sicuramente “Call of Duty” offre tantissimi spunti di riflessione e lascia aperte diverse porte nella mente dello spettatore. Un’ottima messa in scena impreziosita da scenografia e colonna sonora oltre che dal lavoro attoriale con Valerio Ameli, Sara Dho, Francesco Meola e Silvia Rubino capaci di spostarsi nel tempo e nello spazio interprentando diversi personaggi e soprattutto stati d’animo completamente differenti.

Una coppia di fidanzati, due giovani spose di Jhiadisti in Siria, due foreign fighters in Ucraina, una madre e suo figlio. Queste le storie raccontate, per certi versi distanti tra loro per altri unite da un filo conduttore comune che colpisce lasciando segni indelebili.

Ivan Filannino

Ricordiamo che chi volesse vedere lo spettacolo potrà chiedere in biglietteria di usufruire della promozione Milanoteatri e avere un biglietto a 12€ anziché 16€.

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