Annabel, l’anoressia e i manichini bulli

Annabel

“Amica Non Noiosa Anima Bella E Lucida (o Larga?)” Questo l’acrostico di Annabel la protagonista dello spettacolo scritto, diretto e interpretato dal Michela Giudici e andato in scena allo Spazio DiLà.

Sarebbe sbagliato parlare di consacrazione per un’attrice che ha sempre ben impressionato nelle sue interpretazioni. La parola giusta è dunque conferma, con in più la promozione per la prima esperienza da unica autrice e regista.

Ovviamente il marchio di Fenice dei Rifiuti è ben visibile anche in quest’opera, Michela è sola sul palco ma il supporto di tutta la compagnia è palpabile, non solo per l’immancabile Alessandro Veronese che ha affiancato la regia ma anche per le voci registrate delle altre attrici come Francesca Gaiazzi, Eliana Bertazzoni, Alice Pavan, voci che chi conosce i lavori della compagnia non fatica a riconoscere, dimostrazione di come il gruppo sia unito anche quando poi è solo una di loro a “metterci la faccia”.

Il lavoro sul palco di Michela Giudici è impressionante, non solo per le emozioni che regala, ma anche per lo sforzo fisico che compie ballando, saltando, facendo addominali senza sosta. Il pubblico può vedere ogni goccia di sudore versata dall’attrice perché allo Spazio DiLà non c’è una platea, si sta in cerchio intorno alla protagonista a pochi centimetri da lei. Questo permette davvero di comprendere a pieno la magia del teatro, capisci di avere davanti a te una persona che ha cancellato ogni traccia di sé per immergersi totalmente nel personaggio che sta interpretando.

Ivan Filannino

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