American Idiot, il grido del rock

American idiot

Green Day’s American Idiot, musical vincitore di due Tony Awards e un Grammy arriva al Teatro della Luna nella sua versione italiana curata dal regista Marco Iacomelli. La paura che l’adattamento nostrano  non possa reggere il confronto con quello originale dura poco, giusto il tempo di rompere il ghiaccio con la title track American Idiot ed iniziare un viaggio di puro rock per un’ora e mezza.

Le basi per un grande spettacolo ci sono tutte quando hai a disposizione un album destinato a rimanere nella storia della musica, a cui si aggiungono altri capolavori dei Green Day. Per quei pochi che non lo sapessero è stato Billie Joe Armstrong in persona a scrivere il libretto insieme a Michael Mayer, la storia di tre amici le cui vite per vari motivi si dividono e prendono strade diverse, la responsabilità di un figlio arrivato troppo presto, le tentazioni di una grande città, il dramma di una guerra. Un puzzle di rabbia e disagio giovanile che lascia anche spazio alla speranza di poter imparare dagli errori e ripartire. Il parlato (in italiano) è ridotto al minimo indispensabile, quasi inesistente, ma forse è giusto che la parola venga lasciata alla musica. Per chi non conosce i testi dei Green Day in aiuto ci sono le coreografie di Michael Cothren Peña , la scenografia e i video sugli schermi.

Ovviamente il rock è grande protagonista con la band che accompagna dal vivo gli interpreti anche se ogni tanto il suo volume finisce per coprire le voci. Ci sono tanti momenti di spicco, la coreografia di Holiday è piena di energia oltre a una grande scelta registica, quella di Extraordinary Girl, con Giulia Dascoli, mozzafiato, poi ci sono le ballate, su tutte Boulevard of Broken Dreams interpretata dalla chitarra acustica e dalla voce di Ivan Iannacci e Are We The Waiting cantata da Renato Crudo, ma l’apice lo si tocca con 21 Guns che regala lacrime e brividi, un brano che in questa versione corale riesce addirittura ad offrire maggiori emozioni rispetto alla versione in studio dei Green Day.

Oltre ai tre protagonisti (Ivan Iannacci, Renato Crudo e Luca Gaudiano), tutto il cast ha la possibilità di ritagliarsi il suo spazio così possono emergere la splendida voce di Natascia Fonzetti e la prova carica di grinta di Mario Ortiz nei panni del demone immaginario che tormenta il protagonista.

Si chiude con Time of your Life, pietra miliare della discografia dei Green Day, chitarre al cielo in onore del rock, ma la vera chiusura l’hanno urlata poco prima i ragazzi: “Nobody likes you, everyone left you, They’re all out without you havin’ fun“.

Ivan Filannino

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