Alberi maestri al Giardino delle Esperidi Festival

alberi maestri

In nove serate di programmazione “Il giardino delle Esperidi Festival” ha regalato al pubblico una grande varietà di spettacoli con tanto di quattro prime nazionali, due prime regionali e tre anteprime. In modo particolare, però, vorremmo soffermarci su quello che è stato lo spettacolo, non più importante visto l’alto livello di tutto il cartellone, ma sicuramente il più significativo. Stiamo parlando di “Alberi maestri” che ha debuttato il 22 giugno e ha accompagnato gli spettatori per tutta la durata del Festival con tanto di una replica straordinaria aggiunta in corsa per soddisfare la grandissima richiesta.

Non siamo davanti a un classico spettacolo teatrale, l’idea del collettivo Pleiadi guidato da Michele Losi è quella di un viaggio, nel vero senso della parola, all’interno della natura e, in un’edizione dedicata agli alberi, questa immersione nel mondo vegetale risulta il fiore all’occhiello di un ottimo programma.

Scarpe comode, anti zanzare, bottiglietta d’acqua e si è pronti a tuffarsi nel cuore dei boschi del Monte di Brianza. Una performance itinerante che parte da Olgiate Molgora e arriva fino al borgo di Campsirago, un cammino di quasi due ore poetico e sensoriale in cui il gruppo di spettatori dovrà seguire la propria guida in questo viaggio nella natura.

alberi maestriUn’avventura che ti aliena dal mondo contemporaneo e ti riporta agli albori del pianeta facendoti vivere due ore di silenzio in cui gli unici rumori sono quelli del bosco, sia reali che trasmessi attraverso le cuffie in dotazione. Nella drammaturgia di Sofia Bolognini, Liliana Benini e Michele Losi troviamo tre voci. Una didascalica che entra più nel dettaglio scientifico del mondo delle piante, una poetica che vede il lato romantico dietro ogni foglia infine una che possiamo chiamare popolare e che spiega con un accento romano in le dinamiche degli alberi. Inoltre, nel mezzo della passeggiata, non mancheranno incroci a sorpresa con le “creature del bosco”.

Incontrando castagni, ciliegi, frassini e querce il viaggio vola via mischiando scienza, poesia e tradizione, ogni partecipante potrà essere colpito da un aspetto particolare delle informazioni ricevute, il tutto per una performance che è già pronta a replicarsi anche in altri ambienti naturali. La fatica della salita è ripagata dalla pace offerta in cambio dagli alberi e dal bosco, a fine tragitto non si può far altro che guardare il panorama che dà sulla valle e consegnare il nostro applauso alla natura.

Ivan Filannino

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